Pavimentazioni sportive per esterni in gomma EPDM

PIGALLECi sono dei luoghi urbani di cui può essere interessante raccontare in questa sede, perché hanno la capacità di concentrare su di sé diversi aspetti della cultura materiale e architettonica aggiungendo a questa un mix, per nulla scontato, di fantasia e originalità. Sono luoghi eclettici, inaspettati, così come talvolta accade con gli spazi per i playground, di cui spesso abbiamo scritto, oppure con gli spazi pubblici dell’arte.

Questa volta, la piacevole sorpresa è stata quella di trovare una piccola corte a Parigi, uno spazio residuo e inaspettato tra gli edifici, dove nel 2015 è stato allestito un inconsueto campo da basket; uno spazio sportivo aperto di 480 metri quadrati realizzato con vernici, gomma EPDM, metalli e plexiglass. Si tratta di Pigalle Duperré Basketball Court, un progetto di Ill-Studio con la collaborazione diretta di Stéphane Ashpool, giovane fondatore e direttore creativo del marchio di moda Pigalle.

Se vogliamo analizzare i requisiti materiali e tecnici che più ci possono interessare di questo spazio sportivo (non destinato però ad attività agonistiche), dobbiamo cominciare con il premettere come questo sia stato concepito e realizzato con una notevole cura ed attenzione per ogni dettaglio. Ciò che più rende questo progetto stupefacente è la pavimentazione scelta e il suo coloratissimo disegno; siamo quindi nel territorio delle pavimentazioni sportive per uso esterno.

Perchè utilizzare un pavimento per esterno in gomma EPDM?

Questo pavimento per esterni in gomma EPDM è stato impiegato per diversi fattori che ne hanno favorito l’utilizzo. Ad esempio, facilita durante lo svolgimento del gioco un ottimo rimbalzo della palla e un buona aderenza al suolo delle scarpe del giocatore, che può così controllare gli scatti o i cambi di direzione durante il gioco. Ottimi anche i vantaggi di natura acustica, perchè è ampiamente dimostrato come questo materiale sia in grado di assorbire buona parte del rumore che si viene a generare durante lo svolgimento del gioco; fattore non secondario, trattandosi in questo caso di un impianto all’aperto  confinante con edifici residenziali. Altre proprietà specifiche della gomma EPDM sono la sua non comune resistenza al calore, all’ozono e all’invecchiamento (dunque è particolarmente indicata anche per una posa esterna), e il suo essere antiusura e antiscivolo. La gomma è poi un prodotto di facile installazione sulle superfici piane e può essere riciclata alla fine del suo molto duraturo ciclo di vita. Inoltre la mescola di cui si compone fisicamente rende la gomma porosa, consentendo così una buona traspirazione dell’acqua e aggiungendo agli altri vantaggi quelli di una pavimentazione drenante.

Requisiti necessari per una pavimentazione in gomma EPDM

Approfittando della bellezza e della ricchezza compositiva di questa pavimentazione sportiva entriamo nel merito degli altri requisiti necessari a questa tipologia di pavimentazioni.
Inevitabile dunque qualche importante riferimento alla sicurezza e alle normative europee che regolamentano le aree dedicate all’attività motoria nel contesto sportivo, e quindi alla doverosa applicazione delle norme EN 1176 ed EN 1177. Il principale riferimento da cui queste normative prendono spunto è quello dell’Head Injury Criterion (HIC) e dei suoi parametri, in grado di valutare le informazioni relative ai criteri di lesione. Per questo sono di fondamentale importanza sia la conoscenza del comportamento dei tessuti che compongono il corpo umano e della loro biomeccanica, sia il materiale con cui avviene l’impatto.

Per pura curiosità, esiste una formula fisica che qui riporto: HIC = max ( (t2 − t1) 1 (t2 − t1) Z t2 t1 a(t)dt2.5 ), che, molto semplificando, considera le accelerazioni lineari, gli istanti di tempo e i parametri sui materiali; siamo con ciò nel territorio della cinematica, che non riteniamo di poter approfondire in questa sede. Volendo esemplificare però possiamo dire che con l’HIC nel settore delle pavimentazioni sportive vengono quantificate le lesioni che si possono verificare alla testa in caso di impatto con le superfici: si considera cioè l’energia cinetica della testa nel momento dell’impatto, ponendo nel valore 1.000 il limite massimo della gravità delle lesioni (da intendersi come “lesioni” anche quelle che nella maggior parte dei casi non risulteranno letali). Le pavimentazioni sportive antitrauma, compresa la pavimentazione antitrauma della bellissima Pigalle Court, sono progettate e realizzate per soddisfare i requisiti richiesti da queste norme.

Torniamo ora alle ragioni alla base del progetto, citando uno dei suoi protagonisti, Leonard Vernhet (insieme a Thomas Subreville fondatore di Ill Studio). Questi, in una intervista all’ Huffington Post, delinea meglio il concetto originale: “L’idea principale del progetto era non solo fare un pezzo d’arte gigante nel mezzo della città, ma creare un vero e proprio campo da basket aperto a tutti i bambini per potere giocare”.

La modernità di Pigalle Court è anche a monte, ovvero nell’interazione tra i progettisti e i committenti. Questo progetto nasce infatti per esigenze legate alla moda, settore commerciale ancora molto forte a Parigi come a Milano.  In particolare, il suo ideatore è il giovanissimo Stephane Ashpool, creativo fondatore della casa di moda Pigalle (una linea francese di abbigliamento maschile) nonché personaggio molto noto in ambito di Fashion design. Ashpool è sinceramente appassionato di basket, e in collaborazione con NikeLab ha firmato capi di abbigliamento e intere collezioni ispirate al gioco; di fianco al campo da basket troviamo infatti la boutique di Pigalle. Il campo è stato più volte utilizzato anche come passerella per sfilate del marchio. Spesso il fondatore termina le sue giornate di lavoro giocando a basket proprio in questa pubblica corte. È questo l’esempio di un progetto nato per esigenze strettamente commerciali e pubblicitarie che diviene anche utilissimo alla collettività. Si fa dono al quartiere, alla città, di uno spazio propositivo e vitale, di un luogo che offre occasioni di socialità dove prima c’era il nulla di un malriuscito vuoto urbano. Originale anche il background dei progettisti della corte: Ill Studio è un collettivo artistico non specializzato esclusivamente in arredo urbano e design; il gruppo si occupa infatti di grafica, arte, fotografia e talvolta di design. Sempre più spesso possiamo trovare Studi con questa natura eclettica impegnati su progetti in ambito di arredo urbano, giochi per l’infanzia e design (è una tra le tendenze del contemporaneo che abbiamo trovato anche occupandoci su questo sito di playground nel mondo).
L’ispirazione per questo coloratissimo campo geometrico proviene, come dichiarato, da un quadro del periodo post-suprematista di Kasimir Malevic: Les Sportifs, dipinto dall’autore tra il 1928 e il 1930; Ill Studio ha immaginato un ideale campo sportivo per i famosi atleti stilizzati rappresentati in quel quadro.

Ma sono molte le dichiarazioni rilasciate dal team di progettisti a proposito di questo lavoro apparentemente semplice. Di seguito riporto alcuni estratti da interviste pubblicate sulla rivista Deezen, che meglio dichiarano le tematiche affrontate:

“L’anatomia del corpo umano così come le sue prestazioni hanno avuto un rapporto di vita con l’arte, dal momento che nell’eredità dell’antichità greca e romana lo sport è rappresentato come un’idea dominante nella bellezza. Questa continua ricerca della modernità ha forgiato un forte legame tra funzionalità ed estetica nei decenni. Attraverso questa nuova corte vogliamo esplorare il rapporto tra lo sport, l’arte e la cultura e la sua emergenza come un potente indicatore socio-culturale. Ci proponiamo di stabilire paralleli visivi tra il passato, il presente e il futuro del modernismo, dall’era dell’avanguardia degli inizi del XX secolo fino ai tempi di “open source” in cui viviamo oggi, e questa è la nostra interpretazione dell’estetica futura del basket e dello sport più in generale. “

Lo stesso team di progettisti ha appena ultimato (luglio 2017) un’aggiornata versione del design del campo da basket, funzionale alle più recenti esigenze associate al marchio di moda. Il pavimento in gomma e le pareti, pur mantenendo lo stesso “effetto sorpresa”, sono stati riprogettati con una nuova grafica e nuovi colori in gradienti di fucsia, azzurro, giallo canarino e arancio bruciato. I tabelloni dei canestri si sono rinnovati con una plastica rosa semitrasparente, mentre le linee del campo rimangono bianche, in contrasto con i colori, mantenendo una chiara leggibilità. Il muro bianco, che con la sua altezza precedente nascondeva il campo da Rue Duperré, è oggi stato sostituito da un muro più basso sormontato da una rete di colore blu di dimensione maggiore, che permette ai passanti la visibilità del campo generando una conseguente ammirazione.

Anche in questo caso, siamo in presenza di un playground-opera d’arte, dove da elementi semplici come i colori, ben progettati, nasce qualcosa di straordinario. L’atmosfera generata da questo design è simile a quella dei videogiochi degli anni Ottanta e alla prima computer grafica. Per meglio intenderci, può trattarsi di una simulazione ambientale di Tron, il film cult di fantascienza del 1982 che con molto anticipo si focalizzò sul tema della realtà virtuale, facendo uso di uno stile per quegli anni all’avanguardia.

I migliori progetti possono avere questa magia: permettono di essere raccontati da più punti di vista, partendo dall’utilità di un buon pavimento antitrauma di sicurezza con proprietà antisdrucciolo e antiscivolo, ricco di gamme cromatiche, passando per le strade creative della moda e del fashion contemporaneo, sino a ricordare i film cult della nostra storia recente.

Arch. Cristiano Mattia Ricci

About Arch. Cristiano Mattia Ricci

Cristiano Mattia Ricci, nato a Cesena nel 1973, vive a Sesto San Giovanni. È architetto, artista visivo e scrittore. Il suo lavoro artistico è visibile sul sito www.cristianomattiaricci.com.

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