“La panchina” – Consigli utili e direttive

Definizione

panchinaCon il termine panchina si intende un sedile o meglio una seduta utilizzata da più persone, solitamente fissa,in vari materiali tra cui legno, ferro, pietra o cemento, posta in luoghi pubblici come parchi, giardini, viali o in locali aperti al pubblico come sale d’aspetto, stazioni, ponti di navi o infine in abitazioni o edifici privati.

Nell’immaginario comune la “panchina” è l’emblema del relax e della pausa: è vista come occasione di ritrovo spensierato, oasi di refrigerio in estate se posta all’ombra o immersa nella natura, ideale per una interruzione in mezzo alla vita frenetica; sommariamente può essere vista anche come luogo per attività di temporanea durata.

Quest’oggetto è visto come un modo o una possibilità per godere appieno di giardini pubblici, viali o qualsiasi spazio in tutte le più svariate fasce d’età, soddisfacendo esigenze di relax e distensione anche breve e di fruibilità.

Tipologie e scelta del modello

Ci sono molteplici tipologie di panchine tra cui poter scegliere principalmente a seconda del materiale che si predilige: in legno, in pietra, semplici o lavorate. Varianti alla panchina classica possono essere tipologie provviste o meno di schienale e/o realizzate con materiali diversi.

Affinché anche il giardino sia uno spazio dotato di una propria identità, è importante che anche l’arredo sia all’altezza e che riesca a fornire l’area di strumenti confortevoli come ad esempio la panchina con lo scopo di rendere ogni spazio fruibile nel migliore dei modi.

Caratteristiche e materiali

Panchine in legno

panchine-legnoIl legno è uno tra i materiali maggiormente utilizzati perché può essere lavorato nei modi più variegati. Offre, al suo stato naturale, differenti colorazioni, ed è un elemento non ‘estraneo’ alla natura.

I posti a sedere di una panca solitamente sono due o tre; la versione senza schienale potrebbe risultare anche meno comoda, perché non si ha alcun appoggio. Sono impiegati solitamente differenti tipi di legno per realizzare le panche, ognuno dei quali presenta caratteristiche ben precise che lo rende differente dall’altro. Per le panchine in legno è consigliato servirsi ed usare un olio naturale impermeabilizzante, affinché la pioggia e gli agenti atmosferici in genere non la danneggino con il passare del tempo.

Panchine in metallo

panchine-metalloCome detto in precedenza, le strutture della panchina, solitamente sono in metallo o in legno; generalmente, quelle realizzate in metallo, offrono una resa maggiore e un trattamento ed una manutenzione sicuramente inferiore a discapito però del lato estetico.

Panchine in pietra

panchina-pietraLa pietra è un altro materiale classico e di gran pregio, impiegato soprattutto nelle tipologie con  colorazioni molto chiare. A differenza di quelli in legno, questo modello, a causa del suo peso, risulta difficile da spostare. Pertanto, una volta deciso il luogo in cui posizionarla, non è consigliabile e semplice cambiare disposizione.

Pregio delle panchine in pietra è sicuramente quello di riuscire a rievocare un po’ il modello delle panche delle grandi ville di un tempo, eleganti e sobrie nel loro stile così essenziale: una lastra di pietra come base di appoggio e due sottostanti per sorreggerla.

Oggi è forse il modello meno usato, proprio a causa della difficoltà di spostamento e per i costi sicuramente maggiori rispetto le altre versioni precedentemente trattate.

La panchina da giardino

Complemento d’arredo quasi indispensabile per lo spazio all’aperto è la panchina da giardino, parente stretto della più classica panchina che troviamo anche nei parchi pubblici.

L’origine della panca da giardino è da ricercarsi nel passato, poiché si tratta di uno di quegli elementi ’storici’ che da sempre fanno parte dell’arredamento del giardino e degli spazi aperti.

Solitamente è posta in prossimità degli spazi più rappresentativi perché permette di ammirare il paesaggio circostante.

Strutture moderne

Negli ultimi tempi, come in tutti campi , stiamo assistendo a delle rivisitazioni della panchina classica: la panchina, nella versione contemporanea, può essere anche interamente realizzata in metallo; questo le conferisce un aspetto moderno, essenziale, semplice e molto severo.

Una perfetta combinazione è quella che si stabilisce tra il teak e alluminio: a determinare la modernità della struttura concorre la forma stessa, oggi ne troviamo di molteplici e svariate tipologie.

L’altezza da terra di una panchina è a grandi linee sempre la stessa, anche prendendo in considerazione modelli differenti.

Altre versioni innovative e particolari propongono panchine nella variante illuminata, cioè la stessa panca funge da seduta ma anche da lampada per la pubblica illuminazione.

In definitiva la panchina si appresta a diventare un oggetto  di design da ammirare e soprattutto capace di suscitare l’attenzione dei fruitori degli spazi in cui saranno collocate.

Cenni sulla Normativa di riferimento

Infine è bene tener conto delle regolamentazioni dettate dalla Normativa vigente: l’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) ha pubblicato la norma UNI 11306:2009  Panchine – Requisiti di sicurezza e metodi di prova”. L’obiettivo è far sì che siano al contempo confortevoli, sicure e di qualità.

 

La norma appena citata stabilisce, a prescindere da forme e materiali, i requisiti generali e i metodi di prova per testare le panchine sia amovibili sia per quelle fisse utilizzate per arredo urbano.

La norma UNI 11306 “Panchine – Requisiti di sicurezza e metodi di prova” è la prima di una serie di possibili altre norme dedicate ai prodotti che costituiscono l’arredo urbano.

La norma non fa distinzione di forme e tipi di materiali utilizzati per la costruzione delle panchine, ma include le panchine integrate con altri elementi di arredo urbano.

Quando la panchina è integrata con prodotti sui quali esistono norme specifiche, tali prodotti devono soddisfare i requisiti delle specifiche norme.

Innanzitutto la norma fa chiarezza su termini come panchina amovibile (appoggiata al suolo) e fissa (fissata permanentemente ad un supporto). Particolare attenzione viene posta alle aperture che, in un panchina, possono costituire pericoli di intrappolamento e ai punti che, a causa del movimento, possono schiacciare parti del corpo.

La norma fissa alcuni chiari criteri di progettazione e costruzione a cui tutte le panchine devono obbligatoriamente rispondere per garantire ad esempio un’agevole pulizia, il completo deflusso dell’acqua, non devono in nessun modo trattenere lo sporco, devono altresì ridurre al minimo i rischi di lesioni per l’utilizzatore (con bordi e spigoli arrotondati ad esempio) e non presentare punti in cui i piedi o le dita delle mani possono rimanere intrappolati creando situazioni di pericolo.

Fondamentale per le panchine è il concetto di stabilità, che viene verificata mediante prove specifiche tra cui, la più importante, quella di ribaltamento all’indietro: la prova in questione viene svolta  applicando contemporaneamente alla sommità dello schienale una forza verticale di 600 N e una orizzontale di 20 N, la panchina non deve sbilanciarsi o ribaltarsi.

Tra le altre prove previste vi sono quella di carico statico orizzontale e verticale (vengono testati braccioli, sedile e schienale), prova di fatica (testati sedile e schienale), prove di carico statico (testate le gambe anteriori) e prova d’urto (testati sedile, schienale e bracciolo).

Le panchine giudicate conformi devono riportare “su una parte ben visibile e in modo leggibile e durevole” oltre al numero della norma, il nome e l’indirizzo del fabbricante e l’anno di fabbricazione.

Fonte della normativa appena citata:

  • UNI– Ente Nazionale Italiano di Unificazione: associazione che svolge attività normativa nei settori industriali, commerciali e del terziario.
  • UNI nel 2004 ha creato, nell’ambito dei lavori della Commissione “Mobili”, un gruppo specifico dedicato alla valutazione di progetti di norma relativi ai componenti per l’arredo urbano.

I materiali e le finiture devono avere requisiti tali che permettano loro di resistere alla corrosione (metalli) e di durare nel tempo, come nel caso di parti di legno massiccio a contatto con il terreno, in questo caso il legno deve essere anche trattato con preservanti e deve seguire adeguati metodi di costruzione.

Infine la panchina deve mantenere le sue caratteristiche strutturali al termine di una sequenza di prove mirate a valutare la resistenza strutturale di tutti i suoi componenti.

Riepilogo normativo:

La progettazione della panchina e di tutti i suoi componenti deve essere attentamente valutata con lo scopo di ridurre al minimo tutti i rischi di lesioni per gli utilizzatori e per i fruitori in genere.

Queste alcune direttive di massima:

  • bordi e spigoli della seduta, dello schienale e dei braccioli arrotondati con raggio ≥ 2mm;
  • protezione contro l’intrappolamento delle dita;
  • protezione contro l’intrappolamento di testa e collo.
  • tutti gli altri bordi e spigoli privi di bave e arrotondati o smussati;
  • protezione contro l’intrappolamento dei piedi;
Arch. Roberto di Donato

About Arch. Roberto di Donato

Ho conseguito la Laurea Magistrale in Architettura presso la Facoltà “G. d’Annunzio” di Pescara, precedentemente diplomato Geometra presso l’ I.T.G. di Teramo. Successivamente ho avuto la possibilità di vivere appassionanti esperienze di formazione, presso diversi studi di architettura della regione. Professionalmente ho spaziato dall’allestimento d’interni alla progettazione esecutiva di opere pubbliche e private.Da sempre impegnato in concorsi di idee, architettura e design. Nel corso degli anni ho partecipato a numerosi viaggi di studio in Italia ed Europa, per approfondire e fotografare le principali emergenze architettoniche presenti; sostenitore del FAI e membro attivo di Legambiente. Appassionato di fotografia, web writing e social media.

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