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Parco giochi inclusivo, opportunità di divertimento per tutti

Cos’è un Parco Giochi Inclusivo? Te ne parliamo noi di Giwa

Sul nostro sito web abbiamo ripetutamente toccato il tema dei parchi gioco, esaminandoli in particolare sotto l’aspetto dei materiali ma anche dal punto di vista strutturale e tecnico.

A questa disamina manca ancora un versante tutt’altro che secondario, cioè quello dell’integrazione di strutture adatte alla fruizione da parte di soggetti disabili.

L’argomento dell’inclusione delle persone affette da handicap motori in tutti gli ambienti e le strutture pubblici è infatti di assoluta e primaria importanza, e non solo in relazione ai luoghi di svago, ma in generale rispetto all’evoluzione della società e alla conquista di frontiere più avanzate nell’ambito dell’integrazione paritaria dei soggetti più deboli.

Attualmente tutte le teorie educative riconoscono al gioco, per uno sviluppo psicofisico il più possibile armonioso e integrato del bambino, un ruolo centrale e primario.

Non per niente lo stesso Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani lo riconosce come un diritto fondamentale di ogni bambino; e che tale diritto debba assolutamente essere paritario, è inequivocabilmente sancito dalla Convenzione ONU sui diritti del bambino, la quale dichiara che “gli stati partner rispettano e favoriscono il diritto del bambino a partecipare pienamente alla vita culturale ed artistica ed incoraggiano la fornitura di uguali opportunità per le attività ricreative e di tempo libero”. L’articolo 31 in particolare riconosce i diritti del bambino a dedicarsi al gioco, e l’articolo 2 afferma che non ci dovrebbe essere nessuna discriminazione dei bambini, a prescindere dalla loro disabilità.

Ne discende che la società, quantomeno in Europa, deve ottemperare l’obbligo di legge; senza contare quello morale, valido sotto qualsiasi latitudine, di garantire la parità e l’inclusione in tutte le attività ludiche dei piccoli in ambito pubblico.

Esiste un organismo, la F.E.P.I. (Federation of the European Play Industry), che si interessa a questo argomento da molti anni, stimolando e monitorando al tempo stesso una densa attività di ricerca che consiste nella raccolta e analisi di dati e report in ambito europeo, all’interno di una rete costituita dai diversi soggetti implicati, ossia genitori, scuole, istituzioni, Onlus, esperti di temi legati all’infanzia e aziende.

Questo ci conduce direttamente al tema che qui intendiamo affrontare, cioè quello dei parchi gioco cosiddetti “inclusivi”.

Va detto subito che non è pensabile arrivare alla realizzazione di un parco accessibile in toto anche ai bambini diversamente abili, in quanto alcuni giochi e alcune attrezzature non possono oggettivamente essere modificati per metterli alla loro portata, e d’altra parte le loro caratteristiche intrinseche li rendono inaccessibili o pericolosi per i portatori di handicap.

Nonostante questo, i margini di azione per allargare i confini della fruizione ci sono, e per farlo al meglio occorre avere chiare le caratteristiche fisiche e psichiche dei soggetti deboli che si vogliono includere.

Se il risultato finale riesce a centrare l’obbiettivo, il parco giochi diventa un’ottima occasione per aiutare i bambini sani come quelli limitati a fare propri i concetti di convivenza, parità e adattamento reciproco; concetti assolutamente primari in una strategia educativa che possa definirsi realmente “moderna” e completa.

Partendo dal presupposto che le limitazioni possono avere vari livelli di gravità, e riguardare la capacità di muoversi, orientarsi o comunicare, un parco giochi inclusivo prenderà in primis in considerazione una serie di fattori tra cui accesso, progettazione delle attrezzature, copertura del terreno, recinzione e riparo, e non solo per le aree gioco ma anche per quelle di ristoro (bar, ristoranti, aree pic nic, toilettes ecc).

Le vie di accesso devono avere misure adeguate al passaggio delle carrozzine, e devono necessariamente essere presenti alcuni elementi e strutture quali ad esempio spazi fissi o mobili tipo pedane, dove le attività ludiche siano messe alla portata dei piccoli alle prese con specifiche difficoltà fisiche e motorie, e facilitate al massimo attraverso sedute speciali, adatte anche alle carrozzine, dotate di cinture di sicurezza.

I giochi devono integrare pareti di contenimento o schienali per poter ospitare anche gli utenti con peculiarità della struttura fisica tali da non poterne altrimenti usufruire.

Inoltre, all’interno della struttura del gioco ci devono essere aree di riposo e spazi proporzionati al passaggio delle carrozzine senza bloccare quello degli altri bambini, nonché camminamenti e percorsi per gli accompagnatori a piedi dei diversamente abili, che rendano possibile anche supportare il bambino ove non possa essere completamente autonomo nella fruizione del gioco, e postazioni affiancate dove si tratti di stare seduti. Importante anche la progettazione delle rampe di accesso, la cui pendenza non dovrebbe essere superiore al 6%; qualora ci fosse rischio di scivolamento, i bordi della rampa dovrebbero essere rialzati per garantire un migliore contenimento.

In generale, il parco giochi integrato deve proporre un particolare contrasto di colori in ogni singolo gioco. Bisogna dedicare particolare attenzione anche al contrasto fra l’attrezzatura da gioco e il contesto circostante, in modo che anche i soggetti con problemi di vista possano discernere i confini fra la prima e il secondo, e farsi una corretta idea di proporzioni e distanze. Il parco deve inoltre essere ben illuminato in ogni sua area.

Oltre agli elementi strutturali necessari all’integrazione dei soggetti disabili, nella progettazione del parco giochi integrato si deve scendere a un livello di maggior dettaglio, non facendo mancare la possibilità dell’esplorazione attraverso i sensi attivi nei soggetti con limitazioni, esplorazione che in tal modo questi potranno condividere con i loro compagni.

I primi e i secondi potranno svolgere attività utili a non far sentire gli uni emarginati a causa di una sensorialità limitata, e a stimolare esperienze percettive insolite e istruttive nei secondi.

Alcuni esempi sono i giochi che prevedono la manipolazione di materiali naturali o artificiali anche stando in carrozzina, o i pannelli per il riconoscimento tattile dalle forme fantasiose, che stimolano e divertono anche i bambini normodotati; altri ottimi strumenti di integrazione sono i giochi musicali.

Non di secondaria importanza sono poi le istruzioni per la fruizione del parco stesso, che non siano solo visive ma come minimo anche in alfabeto Braille e fruibili dalle persone con disabilità, con spiegazioni al tempo stesso chiare e sintetiche su cosa offre il parco giochi e dove sono gli ingressi, le uscite e tutte le strutture dedicate.

Le pavimentazioni di sicurezza nei parchi gioco inclusivi sono fondamentali rispetto alla percorribilità con le sedie a rotelle.

A causa di vincoli di legge o di natura economica non è purtroppo sempre possibile ricoprire con questo tipo di pavimentazioni l’intera area del parco senza soluzione di continuità.

In casi di questo genere, la progettazione si deve orientare verso vialetti con pavimentazioni speciali fra i giochi. Dove i giochi inclusivi vengano installati in aree protette quali spiagge, zone tutelate, arenili, gli ostacoli dati dai divieti di cementificazione si possono aggirare evitando i gradini, con la costante e particolarmente accurata rasatura dell’erba, e anche in questo caso dei viali di accesso e collegamento che rispettino i limiti di legge giustamente imposti alle superfici cementificate.

Gli accompagnatori dovranno in alcuni casi adoperarsi per spostare le carrozzine da una pedana di avvicinamento a un cestone, ma si tratterà di uno spostamento di pochi metri e consentirà di mettere i giochi alla portata del piccolo disabile senza guastare l’ambiente protetto con la sostituzione della superficie antitrauma naturale data da prato, sabbia o ghiaietto con la platea di cemento rivestita in gomma.

Va poi sottolineato che, come già osservato per le strutture ludiche, anche le coperture in gomma dovrebbero avere colori adeguatamente contrastanti con il terreno circostante, per agevolare il riconoscimento dei confini da parte di chi ha problemi di vista.

Se sei interessato a scoprire i parco giochi inclusivi o avere maggiori informazioni non esitare ad entrare in contatto con noi. Abbiamo un ampio catalogo di strutture e giochi progettati e realizzati per disabili offrendo l’occasione a tutti di potersi divertire all’interno di parchi sicuri.

L'autore

Laura Montingelli

Laura Montingelli è nata a Milano nel 1974.
Laureata in Lettere moderne, ha lavorato in diversi Studi milanesi di progettazione architettonica in qualità di Office manager, occupandosi anche di aspetti inerenti la comunicazione.
Ha inoltre al suo attivo varie collaborazioni come redattrice con riviste cartacee e digitali di architettura e design, arte contemporanea e musica.

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