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Arredo urbano d’Archistar: un esempio di architettura scolastica di Bjarke Ingels Group

 

Nei progetti dello studio internazionale BIG (Bjarke Ingels Group) si affrontano con i migliori strumenti scale molto diverse del progetto; a tale proposito, possiamo citare e ricordare la celebre espressione di Ernesto Nathan Rogers: “Dal cucchiaio alla città”. Questo è dovuto ad un approccio dello studio fortemente incline a un lavoro collaborativo e all’elaborazione di nuovi approcci partecipativi transdisciplinari, che hanno portato a una perfetta gestione della complessità.

In molti, non avendo avuto occasione di vedere dal vivo le realizzazioni, hanno scoperto il lavoro di questo grande studio di progettazione grazie a un film documentario proiettato in molte sale cinematografiche del mondo: Kaspar Big Time, realizzato nel 2017 dal regista Astrup Schroeder.

BIG nasce a Copenaghen nel 2002, ma oggi ha sedi stabili anche a New York e a Londra.

Bjarke Ingels (Copenaghen, 1974) si avvale da subito di un team qualificato di architetti, designer, urbanisti, professionisti del paesaggio, ricercatori, e i successi nelle competizioni internazionali non tardano ad arrivare.

L’ufficio è attualmente coinvolto in un gran numero di progetti in tutta Europa, Nord America, Asia e Medio Oriente. L’architettura di BIG emerge da un’attenta analisi di come la vita contemporanea si evolve e cambia costantemente. Non da ultimo a causa dell’influenza dello scambio multiculturale, dei flussi economici globali e delle tecnologie di comunicazione, che tutti insieme richiedono nuovi modi di organizzazione architettonica e urbana.

Citiamo testualmente dal loro sito, dove si possono trovare diverse dichiarazioni di intenti: “Crediamo che per affrontare le sfide odierne, l’architettura possa proficuamente trasferirsi in campi in gran parte ancora inesplorati. Vogliamo realizzare un’architettura utopica che sia anche pragmatica e sappia allontanarsi dal pietrificante pragmatismo delle scatole noiose e dalle ingenue idee utopiche del formalismo digitale. Come una forma di alchimia programmatica, creiamo architetture mescolando ingredienti convenzionali come la vita, il tempo libero, il lavoro, il parcheggio e lo shopping. Lavorando sulla fertile sovrapposizione tra pragmatismo e utopia, noi architetti ancora una volta troviamo la libertà di cambiare la superficie del nostro pianeta, per adattarci meglio alle forme di vita contemporanee”.

Il lavoro di uno studio così poliedrico e ricco di progetti realizzati in tutto il mondo ci dà la possibilità di raccontare dell’impiego, in contesti di alta qualità architettonica, di pavimentazioni antitrauma di sicurezza ad uso interno ed esterno, di parchi gioco, asili, scuole, edifici pubblici, ludoteche, ma anche di un arredo urbano di qualità certificata sul quale in particolare vorremmo soffermarci. Come nelle migliori realizzazioni urbane, abbiamo una perfetta coniugazione tra gli elementi di qualità, quelli inerenti alla funzionalità e la ricerca di uno stile che sia al tempo stesso contemporaneo, originale ma anche comprensibile a un’utenza varia ed articolata.

Nel progetto per il Gammel Gymnasium del 2013 (Hellerup, Danimarca), ad esempio, viene concepito un grande spazio multifunzionale che può essere utilizzato per lo sport, per le cerimonie di laurea e per gli eventi sociali.

La nuova sala, realizzata nel cortile della scuola esistente, comprende uno spazio interrato di 1.100 m2, posto a cinque metri sottoterra nel centro del cortile, garantendo così un buon clima interno, un basso impatto ambientale e un’alta qualità architettonica.

Come campo da gioco, la sala interrata ha le inusuali caratteristiche di prevedere la possibilità di potere giocare più tipologie di gioco: basket, tennis, pallamano e calcio. La pavimentazione è in linea con le migliori e più performanti pavimentazioni sportive da gioco “indoor” attualmente in uso. Si tratta di un parquet in legno a doppia orditura, che sappiamo essere un materiale inimitabile per le sue proprietà naturali, di conseguenza un’applicazione ideale per garantire la corretta elasticità alle sollecitazioni e un ottimo rimbalzo della palla. Le pavimentazioni in parquet rappresentano una scelta ampiamente diffusa negli impianti sportivi, dove sono chiamate a rispondere a specifiche caratteristiche tecniche, definite dalle normative europee ed internazionali di riferimento. Solitamente è bene controllare che siano testate secondo i nuovi requisiti EN 14904 e quindi certificate alla resistenza al fuoco secondo i requisiti EN 13501, ed omologate dalla FIBA. Ricordiamo ancora le principali qualità di queste pavimentazioni: stabilità, elasticità, resistenza alla rottura, pieno assorbimento dello shock, deformazione e adattabilità. Più in generale, sono pavimentazioni idonee a tutte quelle discipline sportive che necessitano di un grande rimbalzo della palla unito a una grande elasticità e deformazione all’impatto, ma sono ideali anche per la semplice pratica della ginnastica di persone giovani o anziane o sportivi dilettanti, in quanto la grande elasticità contribuisce alla prevenzione degli infortuni. Le linee di demarcazione del campo da gioco e i punti di rimessa sono realizzati con vernice per tracciatura di campo a base acrilica solitamente al caucciù e conformi alle direttive specifiche di gara, IIHF, SEHV, DEL DEB, FISG, CONI.

La sala è realizzata con pareti perimetrali in cemento a vista, ed è coperta da un originale soffitto a volta curvilinea in legno, formata da una serie di travi in ​​legno lamellare singolarmente incollate.

Il legno lamellare (comunemente usato a partire dagli anni Settanta) è noto come materiale strutturale solido e resistente, composto di selezionate tavole (“lamelle”) in legno, stabilizzate e incollate a caldo e sotto pressione tra loro. Tra i suoi pregi principali, possiamo considerare un elevato rapporto tra peso e resistenza meccanica e soprattutto una buona resistenza al fuoco. Grazie al buon isolamento termico realizzato dallo strato superficiale carbonizzato dal fuoco, in caso di incendio questa tecnologia costruttiva garantisce una resistenza al fuoco pari o perfino superiore a quella di strutture in calcestruzzo o acciaio.

Il tetto in questo caso ha due funzioni: rivestimento interno ed esterno, creando nell’area centrale del campus esistente anni ’50 in mattoni gialli una “collina” con pavimento in legno, atta ad ospitare numerose attività.

Questo pavimento esterno è costituito da assi di rovere non trattato sul quale sono installate su diverse aree delle pregevoli panche in acciaio verniciato bianco smaltato, anch’esse progettate da BIG.

La sua specificità è che anche senza particolare manutenzione mantiene inalterate le sue proprietà fisico-meccaniche: il colore originario resiste bene nel tempo. Molti amanti dell’architettura e dell’arredo urbano apprezzano l’estetica data dal processo naturale di ‘argentatura’ provocato dagli agenti atmosferici; di conseguenza va da sè che si potrebbe fare a meno di qualsiasi trattamento.

 

Inoltre, questo pavimento è progettato con un design reticolare che assicura la penetrazione della luce del giorno sino allo spazio sportivo sottostante. Abbiamo anche l’intelligente presenza di pannelli solari, posizionati strategicamente attorno agli edifici esistenti e adeguati a fornire un corretto apporto di calore alla sala. I migliori progetti di architettura contemporanea, da una ventina d’anni almeno sono molto sensibili alle ineludibili tematiche del risparmio energetico e più recentemente, come in questo caso, forniscono certificazioni LEED® concernenti il ciclo di vita di un edificio.

A completare un progetto molto attento alle esigenze della committenza e della comunità, troviamo un approccio orientato alla sostenibilità che riconosce le prestazioni degli edifici in settori chiave, quali il risparmio energetico ed idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse impiegati, il progetto e la scelta del sito.

Il buon design ludico degli elementi di arredo per esterni è invece integrato con la luce: durante la notte sono le panchine e le altre sedute che, dotate di minuscole luci a LED nascoste, illuminano con effetti scenografici l’intero cortile.

Può essere interessante concludere riportando alcune dichiarazioni del progettista Bjarke Ingels riguardanti questo intervento: “Piuttosto che mettere la sala fuori dalla scuola – e diffondere ulteriormente la vita sociale – abbiamo creato un nuovo punto focale e un collegamento tra le strutture esistenti della scuola. Il tetto forma un luogo miracoloso che funge da gigantesca informale area preposta a coinvolgere e sostenere la vita studentesca. L’idea architettonica principale è emersa dalle regole del gioco della pallamano: il tetto così morbido e arrotondato prende forma dall’equazione matematica della traiettoria di una palla lanciata da uno sportivo in aria. È questo un velato omaggio al mio vecchio insegnante di matematica; abbiamo usato la formula matematica di un arco balistico per modellare la geometria del tetto.”

Durante la costruzione di questo spazio multifunzionale, BIG è stato ulteriormente incaricato di progettare, in una seconda fase, un altro edificio nel campus che si trova adiacente allo spazio multifunzionale. Questa fase successiva completerà il progetto collegando il cortile e la sala con i campi sportivi rinnovati e le aree di parcheggio situate sul lato ovest della scuola. Con una superficie lorda di 1.400 m2, il futuro edificio in fase di realizzazione sarà costituito da due livelli di strutture scolastiche e aule per attività artistiche e culturali (arte, musica, teatro e consulenza per studenti). Il progetto posiziona le aule accanto alla facciata per garantire un’abbondante luce naturale e una buona vista panoramica, mentre le funzioni secondarie si troveranno tutte nella parte posteriore e parzialmente sotto il livello del terreno. L’edificio sarà costruito con un sistema strutturale di colonne/travi di sostegno e muri di cemento ben stabilizzanti. La selezione dei materiali cerca di creare una nuova unità visiva per la scuola, incorporando all’esistente facciate in vetro, un tetto verde inclinato e nuove pavimentazioni in cemento.

Aspettiamo con molta curiosità di vederne a breve gli sviluppi.

L'autore

Arch. Cristiano Mattia Ricci

Arch. Cristiano Mattia Ricci

Cristiano Mattia Ricci, nato a Cesena nel 1973, vive a Sesto San Giovanni.
È architetto, artista visivo e scrittore. Il suo lavoro artistico è visibile
sul sito www.cristianomattiaricci.com.

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